Accogliamo per la terza volta il coreografo Mario Enrico D’Angelo, una presenza che nel tempo si è progressivamente intrecciata con il percorso del DAF International Program.
Un nuovo lavoro originale, una nuova creazione che lo riporta in studio con i nostri danzatori, all’interno di quel processo creativo che definisce il lavoro dell’International Program. Un ritorno che rafforza una relazione artistica già sedimentata, e che apre nuovamente uno spazio di confronto, visione e costruzione.
Le residenze coreografiche del DAF si configurano come autentici laboratori cognitivi, in cui la danza supera la dimensione della pratica fisica per diventare campo di indagine, strumento di osservazione e dispositivo di costruzione del pensiero.
Il processo creativo si struttura come un sistema di ricerca, capace di generare meccanismi originali e di attivare un dialogo reale tra artista e danzatori, in cui l’esperienza non è mai lineare ma continuamente rinegoziata.
Ogni stagione si presenta come un esperimento percettivo: un intreccio di traiettorie che si incontrano, si trasformano e si riscrivono, aprendo costantemente nuovi campi di possibilità. In questo spazio la danza assume il valore di un linguaggio di conoscenza, entrando in risonanza con le tensioni più profonde della cultura contemporanea.


