Per il secondo anno consecutivo torna al DAF Charles Brecard, un artista che ha saputo aprire un canale profondo e necessario allβinterno del programma internazionale. La sua presenza ha generato uno stimolo concreto sul piano del processo, della qualitΓ dello sguardo e della responsabilitΓ artistica dei danzatori. Le residenze coreografiche del DAF si configurano cosΓ¬ come autentici laboratori cognitivi, dove la danza oltrepassa la dimensione della pratica fisica per diventare campo di indagine, strumento di osservazione e costruzione del pensiero.
Il processo creativo si struttura come un sistema di ricerca, capace di generare meccanismi originali e di attivare un dialogo reale tra artista e danzatori. Ogni stagione Γ¨ un esperimento percettivo: una trama di traiettorie che si incontrano, si modificano, si riscrivono, aprendo continuamente nuovi campi di possibilitΓ . In questo spazio, la danza assume il valore di linguaggio conoscitivo, in risonanza con le tensioni piΓΉ profonde della cultura contemporanea.


