Prima volta all’interno del DAF International Program per Etay Axelroad, un artista che porta con se l’esperienza maturata con Göteborg Danskompany, Batsheva Dance Company e Sharon Eyal. Un nuovo lavoro originale, una nuova creazione, che lo porta in studio con i danzatori del DAF Next.
Le residenze coreografiche del DAF si configurano come veri e propri laboratori cognitivi, in cui la danza supera la dimensione della pratica fisica per diventare campo di indagine, strumento di osservazione e dispositivo di costruzione del pensiero. Il processo creativo si sviluppa come un sistema di ricerca, capace di generare meccanismi originali e di attivare un dialogo reale tra artista e danzatori, in cui l’esperienza non è mai lineare, ma costantemente rinegoziata. Ogni stagione si presenta come un esperimento percettivo: un intreccio di traiettorie che si incontrano, si trasformano e si riscrivono, aprendo continuamente nuovi campi di possibilità. In questo spazio, la danza assume il valore di un linguaggio della conoscenza, entrando in risonanza con le tensioni più profonde della cultura.


